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Il ciclo mestruale come strumento alchemico

Voler vivere in maniera più serena il misterioso fenomeno di sanguinare una volta al mese è stata una delle micce più importanti sul mio percorso.


Priva di strumenti per navigare e comprendere questo “strano fatto”, per anni l’ho vissuto come una maledizione, in modalità vittima, piena di vergogna, e spesso con la voglia di estirparmi l’utero.


Il mio corpo mi comunicava questa disconnessione tramite sbalzi emotivi, ansia, depressione, flussi pesanti e irregolari, dolori lancinanti.


Dopo la metà dei 20 anni ho iniziato a pormi delle domande - anche perché sono entrata nel mondo del lavoro.

Ho visto la performance robotica che era richiesta. Vedevo che non ci stavo dentro. Che il mio corpo funzionava ciclicamente, quando invece mi veniva chiesto un ritmo costante. E che questo portava il corpo a soffrire ancora di più - e l’unico modo “per stare sul pezzo” (vivevo a Milano 😆) era: ibuprofene ogni mese.


Poi, il punto di non ritorno: allergia all’ibuprofene.

Il corpo urlava e l’intuito diceva: questa non è la vita per te.


Il resto della storia molti la conoscono - via dall’Italia, lavoro da remoto, ritmi di vita man mano più lenti, stile di vita e alimentazione più sana, via l’alcool, sempre più a contatto con la Natura, etc. fino ad arrivare a oggi, 7 anni dopo.


In parallelo a tutto questo, l’aspetto fondamentale: una sempre maggiore consapevolezza del ciclo mestruale. Delle sue fasi, come funzionano, come lavorarci assieme. Cosa ogni fase mi permette di fare o essere, come ognuna abbia la sua preziosa peculiarità.


Ho iniziato a interessarmene con amore.

Ad abbracciare ciò che per una vita avevo profondamente odiato.


Oggi il mio rapporto col ciclo è completamente diverso.

Onoro e rispetto i suoi ritmi - ora più regolari - perché so che mi stanno guidando, non ostacolando. Uso le fasi produttive in cui il corpo mi supporta, mi ascolto quando entro nella fase in cui ho bisogno di rallentare. I dolori sono quasi scomparsi.


La parte più curiosa è l’accettazione che ho sviluppato per la fase premestruale, proprio quella che scatenava in me l’odio maggiore e la convinzione di essere “pazza e sbagliata”.


Questa fase era davvero critica per me. Letteralmente: davo di matto.

Sentivo una bestia inferocita scalpitarmi dentro, un’irrefrenabile voglia di distruzione, di radere al suolo tutto.


Entravo a contatto con abissi profondi dell’aspetto più distruttivo del femminile, ma ai tempi non ne avevo idea.


Non avendo gli strumenti per navigare quelle acque, mi credevo pazza e sbagliata, mi identificavo con quello stato, e questa energia si impossessava di me, per la gioia di chi mi stava accanto.


Quando ho iniziato a risvegliarmi dall’incoscienza e l’anestetizzazione che ricercavo con l’alcool, mi sono resa conto dell’ENORME quantità di pensieri ed emozioni che attraversavano mente e corpo in questa fase. E ho capito che era mia responsabilità lavorarci assieme, invece di opporre resistenza.


Si può resistere questa fase del ciclo per una vita intera, oppure vederla come uno strumento e imparare a usarla per il bene collettivo.


Ogni mese si possono svelare dinamiche inconsce e verità sotterranee e rilasciare strati di controllo. Una ciclica morte dell’ego.


Ma solo se ci si ferma ad ascoltare e si impara a osservare.


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Il rapporto burrascoso che avevo col ciclo mi ha profondamente risvegliata.

La sofferenza ha acceso una scintilla.


Essere messa davanti ogni mese a un dolore fisico, psicologico ed emotivo così profondo mi ha forzato a imparare a navigarlo.


Da quando ho imparato a usare il ciclo per evolvere, è stato un continuo balzo in avanti.


Più accetterò il dolore a cui il ciclo ogni mese mi mette davanti, meno lo farò mio e saprò dissiparlo. Sarò sempre più capace di navigarlo e allo stesso tempo lasciarlo andare.


Se prima delle mestruazioni contattate un caos così distruttivo e buio che credete di dare di matto…

Sappiate che se ci lavorate, potete scoprire un grande dono.

Il dono di saper navigare il buio per trasformarlo in nuova luce.




L’energia dell'archetipo della dea Kali è senza dubbio quella a cui percepisco di connettermi maggiormente durante la fase premestruale.


A mio avviso, è quello che succede a tutte le donne, ovviamente ognuna con un grado differente.


Si tratta di un’energia femminile feroce, che se non padroneggiata è unicamente distruttiva, senza potere trasformativo.


Quando invece impariamo a conoscerla e a utilizzarla, capiamo che è mossa da una voglia di Verità, da incanalare per dissipare maschere e illusioni.


È feroce perché ha fame di trasformazione.

È portatrice di morte per creare rinascita.


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La fase premestruale è senza dubbio il momento in cui una donna è più facilmente “triggerabile”, ma allo stesso tempo più “triggerante”.


Si è a stretto contatto con l’ombra e per questo tende a manifestarsi più facilmente nella personalità.


Ma allo stesso tempo, se si ha consapevolezza, si è molto più capaci di vedere e svelare l’ombra in noi e negli altri - perché l’ombra è sempre un materiale condiviso, collettivo.


Non c’è rosa senza spine, insomma.


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Il punto del lavoro è imparare sempre di più a maneggiare la rosa e le sue spine con sapienza.


Se ci facciamo trascinare totalmente dall’ombra, sprechiamo il nostro dono e ci identifichiamo col rumore e col caos emotivo, e non riusciamo a cogliere l’opportunità di crescita.


Se invece impariamo a osservare e a navigare l’ombra con cui entriamo a contatto, siamo sempre più capaci di ripulirla da tutto il rumore, e cogliamo le gemme intuitive che si nascondono aldilà del rumore.


Quelle gemme intuitive che ci permettono proprio di svelare illusioni e lasciar andare maschere. Che ci spingono alla trasformazione, a far morire e rinascere qualcosa in noi o attorno a noi.


Vi rendete conto dell’enorme responsabilità?


Più diventiamo capaci di navigare questo momento del ciclo più possiamo usarlo come strumento per portare alla luce intuizioni e realizzazioni preziose, non solo per la nostra evoluzione ma anche per quella di chi ci sta vicino e di tutta la collettività.



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Come fare Alchimia col ciclo mestruale

La fase premestruale è, a livello alchemico, la fase più preziosa del ciclo.


Durante la fase premestruale, il corpo fisico, emotivo e astrale di una donna è molto più sensibile. Questo si traduce in una spiccata capacità di percepire il piano sottile e svelare verità nascoste.


Ma significa anche che in questa fase il corpo dolore che una donna si porta dietro tende ad attivarsi molto più facilmente. Non solo quello individuale, ma anche quello collettivo.


Senza gli strumenti adeguati, questo momento del ciclo diventa un inferno per tantissime donne. Si è, in effetti, spinte “all’inferno”, a incontrare l’ombra, il materiale inconscio. Senza la capacità di navigare queste acque, ci si identifica con l’ombra e si affoga.


Alchemicamente, ogni mese la Natura ci ha messo a disposizione un’opportunità preziosissima di “opera al nero”, di rifinitura dell’ego. In questa fase infatti, tutto il materiale “grezzo”, mentale ed emotivo, individuale e collettivo, spinge prepotentemente per venire alla luce della coscienza, essere osservato, accettato, trasformato, purificato.


Più in questa fase si è spinte nell’ombra, più l’ego oppone resistenza, e per questo si genera molta sofferenza. Ecco perché è fondamentale rallentare, restare il più possibile presenti, ascoltare. Più ci si esercita, più si riesce a restare presenti al rumore mentale e trasformare il dolore fisico ed emotivo che emerge.


Nascoste aldilà del mare di rumore mentale e caos emotivo che emerge, ci sono profonde intuizioni, consapevolezze, realizzazioni. Necessarie non solo per l’evoluzione individuale, ma anche quella collettiva. Ecco perché è fondamentale imparare a navigare questo mare.


Più ci si ferma a osservare, più queste realizzazioni possono emergere chiare nella fase subito successiva, quella del rilascio energetico delle mestruazioni. Questo è il momento in cui una donna deve ricercare ancora più silenzio, perché è fortemente connessa a una profonda saggezza universale, spesso definita “oracolo femminile”.


Tutti possono contattare l’oracolo femminile, non solo le donne. Ma le donne, attraverso questa peculiare funzione biologica, hanno la possibilità di fare un lavoro alchemico in profondità, e portare ogni mese alla luce nuovo materiale inconscio. Questa profondità è un enorme contributo all’evoluzione collettiva.


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Rallentare, creare spazio e silenzio per ascoltarsi è fondamentale se vogliamo rendere il ciclo uno strumento evolutivo.

Essere, e non fare, è il miglior modo per una donna di “essere produttiva” nella fase premestruale e mestruale.

Altrimenti come potremmo essere in grado di cogliere le gemme aldilà del rumore? Le intuizioni nascoste nel caos?


Questo non significa che allora bisogna forzarsi a stare con le mani in mano anche se si hanno energie.

Significa imparare ad ascoltare il proprio corpo e cosa ci richiede in quel momento.


In realtà questo vale sempre, e per qualsiasi essere umano.


Ma in particolare, il corpo di una donna ha senza dubbio bisogno di rallentare in quei giorni.

Si tratta di una fase che ci conduce verso l’Essere.


Ogni mese sarà diverso, ovviamente.

Ci sono mesi in cui si hanno più energie, altri in cui bisogna letteralmente fermarsi e imparare a stare con quello che emerge - emozioni e pensieri.


Ma se si rimane a martello nel fare, si crea resistenza al processo - che come abbiamo visto, non è solo fisico, emotivo ed energetico, ma anche evolutivo!


Se restiamo in piena attività il nostro corpo fatica, il rumore mentale e il caos emotivo già peculiare di questa fase diventa ancora più intenso, non riusciamo a restare presenti, veniamo risucchiate, andiamo in burn out.


Ovviamente, ogni donna è diversa e ha esigenze diverse.

Ma il punto è: chi di voi sente il bisogno di rallentare, lo ascolta?

Oppure lo ignora perché “devo fare mille cose”?


So che se si ha un lavoro fisso e tradizionale, famiglia e impegni vari può risultare difficilissimo dedicarsi a tutto questo.


Se in questo momento non avete la libertà di rendere i vostri impegni lavorativi e personali “ciclici”, fate ciò che potete per creare dei piccoli spazietti, con il tempo e le possibilità che avete.


Ma ecco un piccolo spoiler: nell’imboccare questo percorso di riscoperta della ciclicità, preparatevi perché naturalmente comincerete a sentire sempre di più la chiamata a strutturare la vostra esperienza di vita in modo da adattarsi alla vostra natura. Vi troverete inevitabilmente a modificare la vostra modalità di vita, a rallentare, ad apportare i cambiamenti necessari su ogni fronte - lavorativo, relazionale, personale. Non sarete più voi a dovervi adattare al mondo in maniera passiva, ma viceversa. Vi troverete in un certo qual modo a “uscire dalla società”, dai suoi ritmi robotici. Non preoccupatevi del come e quando: ogni passo nascerà intuitivamente da dentro, man mano.


Ma state certe che abbracciare la vostra ciclicità sarà sempre più un percorso verso un non fare, e verso un fare consapevole, che sia sempre più allineato alla vostra Essenza.


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Del ciclo mestruale ormai se ne parla tanto, sempre più donne fanno un lavoro di sensibilizzazione e normalizzazione, per un maggiore benessere fisico, emotivo e psicologico. E questo è senza dubbio utile, è stato profondamente anche per me, ha costituito i miei primi passi su questo percorso.


Ma il mio intento oggi è portare un passetto in più: vedere il ciclo in ottica alchemica, di evoluzione spirituale, come uno strumento di osservazione, presenza, trasmutazione emotiva, integrazione dell’ego, contatto con l’Essere. E, di conseguenza, questo porta inevitabilmente anche a un maggiore benessere fisico, emotivo e psicologico.


Maestri e insegnanti di alchimia e consapevolezza spesso sono stati e sono uomini. In generale, la spiritualità è spesso trasmessa con un approccio stoico, maschile - che non significa assolutamente un approccio sbagliato, significa solo parziale.


Sento che c’è bisogno di trovare modalità per integrare sempre di più anche un approccio femminile, intuitivo, sensibile in questo tipo di lavoro. Stiamo sempre più capendo ed esplorando, collettivamente, come fare.

Il ciclo mestruale è a mio avviso un importante anello di congiunzione.


Forse un giorno non avremo più bisogno di lavorare alchemicamente col ciclo, “avremmo trasceso” così tanto che usciranno solo rose e unicorni dalla nostra vagina e ci riprodurremo con la forza del pensiero… Ma, comunque, non è questo il giorno. Perciò questa consapevolezza la ritengo fondamentale.


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Tornano i nostri incontri gratuiti di gruppo di "Scintille nel Buio!

Ci vediamo il 16 Novembre per esplorare insieme proprio questo tema: il ciclo come strumento alchemico.


Tutte le informazioni per partecipare le trovi qui!





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